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domenica, 15 maggio 2005

APPROFONDIMENTI TEMATICI SUL PROTOCOLLO DI KYOTO

La convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e il relativo protocollo di Kyoto rappresentano l'unico quadro internazionale per contrastare il cambiamento climatico.

L'UNFCCC, il primo provvedimento internazionale ad affrontare il problema, é stata adottata nel maggio 1992 ed é in vigore dal marzo 1994. Impone a tutti i firmatari di definire programmi nazionali per la riduzione delle emissioni di gas serra e di presentare relazioni periodiche in merito ed esorta tutti i paesi firmatari industrializzati, diversamente dai paesi in via di sviluppo, a stabilizzare, entro il 2000, le rispettive emissioni di gas serra ai livelli del 1990.

Distinguendo tra paesi industrializzati e in via di sviluppo, la convenzione riconosce che i primi sono responsabili di gran parte delle emissioni globali di gas serra e che hanno la capacità istituzionale e finanziaria di ridurle. Le parti della convenzione si riuniscono ogni anno per esaminare i progressi compiuti e discutere ulteriori misure ed é in atto una serie di meccanismi di controllo e notifica per monitorare le emissioni di gas serra.

L'11 dicembre 1997 i governi hanno fatto un ulteriore passo avanti con l'adozione, nella città di Kyoto in Giappone, di un protocollo alla convenzione. Sulla base della convenzione quadro, il protocollo di Kyoto definisce limiti giuridicamente vincolanti per le emissioni di gas serra nei paesi industrializzati e prevede meccanismi innovativi di adempimento, orientati al mercato, tesi a contenere i costi di abbattimento delle emissioni.

Ai sensi del protocollo di Kyoto, i paesi industrializzati sono tenuti a ridurre le emissioni di sei gas serra (il CO2, il più importante, il metano, il protossido di azoto, gli idrofluorocarburi, i perfluorocarburi e l'esafluoro di zolfo) in media del 5,2% al di sotto dei livelli del 1990 durante il primo "periodo di adempimento" dal 2008 al 2012. Per i paesi in via di sviluppo non sono stati definiti obiettivi relativi alle emissioni.

Le trattative internazionali su un secondo periodo di adempimento successivo al 2012, nel quadro del protocollo di Kyoto, dovrebbero essere avviate nel 2005.


I meccanismi flessibili di Kyoto basati sul mercato

Il protocollo di Kyoto prevede tre "meccanismi flessibili", basati sul mercato: lo scambio di quote di emissioni, l'attuazione congiunta e il meccanismo per lo sviluppo pulito. Scopo di questi strumenti é permettere ai paesi industrializzati di raggiungere i loro obiettivi grazie allo scambio di quote di emissioni e ottenere crediti realizzando progetti per la riduzione delle emissioni in altri paesi.

Il principio su cui poggiano questi tre meccanismi é che le emissioni di gas serra sono un problema mondiale e che il luogo dove vengono effettuate tali riduzioni é di importanza secondaria. In tal modo, gli abbattimenti possono essere realizzati dove i costi sono minimi, almeno nella fase iniziale della lotta ai cambiamenti climatici.

Per garantire che non si abusi di tali meccanismi sono state emanate norme specifiche e istituite istanze di controllo.

Nel quadro del protocollo di Kyoto, l'attuazione congiunta (Joint Implementation - JI) e il meccanismo per lo sviluppo pulito (Clean Development Mechanism - CDM) consentiranno ai paesi industrializzati di adempiere in parte ai rispettivi impegni sulla riduzione dei gas serra, realizzando progetti per il contenimento delle emissioni in altri paesi e contabilizzando in tal senso le riduzioni così ottenute. L'attuazione congiunta consente l'esecuzione di progetti in altri paesi industrializzati con "obiettivi Kyoto", mentre il meccanismo per lo sviluppo pulito riguarda progetti in paesi per i quali non sono stati fissati obiettivi, ossia i paesi in via di sviluppo. Affinché siano concessi i crediti per le riduzioni così ottenute, i progetti devono generare benefici riguardo al cambiamento climatico che siano reali, quantificabili e a lungo termine.

Sulla base di queste disposizioni e del sistema comunitario di scambio di quote di emissioni, il 16 luglio 2003 la Commissione ha adottato una proposta per il riconoscimento dei crediti derivanti da progetti JI e CDM nell'ambito del sistema di scambio delle quote. Nel quadro della proposta, le imprese europee che rientrano dal sistema comunitario di scambio di quote di emissioni potranno convertire i crediti ottenuti grazie a progetti JI e CDM per adempiere ai loro impegni nel sistema di scambio.

Il principio dei meccanismi JI e CDM é simile a quello dello scambio di quote di emissione: dato che il cambiamento climatico é un problema mondiale, dove vengono ridotte le emissioni di gas serra é irrilevante. Ciò che conta è che siano abbattute e con la massima efficienza dei costi possibile.

Si stima che riconoscere i crediti ottenuti tramite i progetti nel sistema di scambio delle quote diminuirà di circa il 25% i costi di adempimento per le imprese cui si applica il sistema, comprese aziende nei dieci paesi in via di adesione. I meccanismi JI e CDM consentiranno anche il trasferimento di tecnologia che rispetti l'ambiente a paesi con un'economia in transizione (JI) e a paesi in via di sviluppo (CDM), aiutandoli a progredire verso un modello di sviluppo sostenibile.

La proposta non riguarda nè i progetti nel settore dell'energia nucleare, come previsto dal protocollo di Kyoto, nè i pozzi di assorbimento del carbonio. I pozzi di assorbimento del carbonio (foreste che assorbono il biossido di carbonio) hanno sollevato notevoli polemiche nelle Nazioni Unite, in quanto non comportano un trasferimento di tecnologia e sono, per loro natura, provvisori e reversibili; si é ancora incerti peraltro in merito agli effetti dell'eliminazione delle emissioni con questo metodo. Inoltre, sono tuttora in corso trattative internazionali per definire le tipologie di progetti di silvicoltura accettabili per i governi.

Link per approfondimenti:


Ieta (International emission trading association)

European Commission Climate Change

Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC)

The United Nations Framework Convention on Climate Change

Action on Climate Change post 2012

10:30 Scritto in Approfondimento Domenicale | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: Italian Blogs

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