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domenica, 25 settembre 2005
Rubbia sceglie il sole spagnolo
«Me ne vado in Spagna a fare quello che in Italia non mi hanno consentito di realizzare. Un nuovo impianto per sfruttare la fonte energetica del futuro: il solare termodinamico. Il nuovo solare. La stessa tecnologia che avrei voluto mettere in piedi in Sicilia, a Priolo, nei pressi di Siracusa. Visto che in Italia non si farà, sono stato prescelto per svilupparla in Spagna».
Un´occasione perduta. Perché è naufragata?
«Abbiamo chiesto un anno e mezzo fa di avere una risposta semplice. Ci voleva qualcuno nel ministero delle Attività produttive e dell´Ambiente che dicesse "il solare termodinamico che voi avete progettato è verde, pulito, come l´energia eolica o il solare fotovoltaico". Ma essendo una cosa nuova nessuno ha voluto esprimersi. Abbiamo atteso un anno e mezzo. Nel frattempo gli spagnoli hanno fatto una legge che dichiara che il solare termodinamico è verde. Risultato: io adesso me ne sono andato dall´Enea e ho preso la responsabilità del progetto per sviluppare la stessa tecnologia in Spagna».
Con la creazione di nuovi posti di lavoro qualificati in quel paese invece che in Italia.
«Certo. Dal punto di vista scientifico che l´impianto, di rilevanza mondiale, venga realizzato in un paese piuttosto che in un altro non cambia nulla. Ma che posti di lavoro si creino in Spagna invece che in Italia è una realtà».
«A lungo termine esistono solo due sorgenti di energia che ci permetteranno di abbassare la temperatura del pianeta: il solare nuovo e il nuovo nucleare. Un nucleare capace di eliminare il problema dei rifiuti e di spezzare il rapporto tra energia nucleare e usi militari. Penso alla fissione fatta non sull´uranio, ma sul torio».
21:23 Scritto in Approfondimento Domenicale | Link permanente | Commenti (0) | Segnala