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martedì, 27 settembre 2005
Le energie alternative non servono
Stamane sul forum del grande Beppe Severgnini è apparso questo messaggio. Noi di ProRinnovabili siamo indignati che un ricercatore del CNR possa scrivere una tale lista di menzogne. Vorrei rispondere più dettagliatamente ma ricordo solo alcuni fatti:
la Spagna arriva a produrre fino al 15% del proprio fabbisogno di elettricitá dall'eolico,
il risparmio energetico dovrebbe essere insegnato fin dalla prima elementare (se ancora esistono le scuole elementari, dopo la Moratti),
il solare fotovoltaico deve essere uno strumento di tutti i giorni per gli architetti,
il solare termodinamico di Rubbia lo faranno in Spagna,
dove sono le stazioni a biodiesel in Italia?,
i pannelli solari termici che ci fanno su metá dei tetti austriaci?
Mi dispiace che il nostro ricercatore voglia solo portare acqua al suo mulino, ma per me è inaccettabile quello che scrive. Quando viene citato un numero delle Scienze, vorrei ricordare che a seguito di quell'editoriale alla redazione della rivista sono arrivate decine di critiche di persone indignate.
A tutti i lettori di ProRinnovabili il nostro invito a tener alta la bandiera delle rinnovabili e rispondere sempre per le rime a chi continua a mettere in giro queste balle.
Noi di Prorinnovabili non siamo forti su temi quali fusione nucleare o progetto ITER, che forse nel 2050 daranno energia pulita, ma siamo sicuri di una cosa: i ProRinnovabili non vanno d'accordo con chi è contro le rinnovabili. Ora ecco l'articolo con in rosso i nostri commenti:
Caro Beppe, cari Italians tutti,
di fronte all'ennesimo messaggio sulle cosiddette energie alternative (Ferdinando Moretti Foggia, 20 settembre), non riesco a trattenermi dall'intervenire. C'è una grande confusione nell'opinione pubblica su questo argomento, dettata in gran parte da atteggiamenti ideologici che nulla hanno a che fare con la realtà dei numeri, che è ben nota agli addetti ai lavori. Fotovoltaico? Facciamo un piccolo conto. Il sole invia 1 watt (forse sono 1000W?) su metro quadro all'equatore, 0,5 watt alle nostre latitudini. Supponendo che il sole splenda per 24 ore al giorno, questo significa che per produrre 1 gigawatt di energia (1 miliardo di watt), che è il fabbisogno medio di una grande città come Roma, dovrei coprire di pannelli 2 miliardi di metri quadri, cioè 2 mila km quadri (l'intera provincia di Padova). Ma a Padova in novembre c'è la nebbia (e allora in germania che in un anno sono stati installati 350MW), e quindi a Roma dovrebbero scaldarsi sfregandosi le manine. E questo è calcolato con efficienza = 1. Fattibile come alternativa al petrolio? Giudicate voi. (fattibili tutti questi uragani e morti nei paesi produttori di greggio)
Consiglio a tutti il numero speciale di «Le Scienze» (luglio 2005), dove il problema energetico viene affrontato con una certa serietà da uno specialista del settore. Dalla fine degli anni Ottanta a oggi (20 anni), sulla base di ragionamenti simili a quelli che vi ho riportato sopra, sono stati spesi in Italia 50 miliardi di euro (se ricordo bene) per ricerche nel campo delle cosiddette energie alternative (fotovoltaico, maree, eolico e via dicendo), per aumentare dello 0,6% la produzione netta di energia (chiaramente come si spendono i soldi in Italia non fa testo perchè siamo un popolo di ladri). E adesso siamo al punto di partenza, in cui eravamo nel 1950: le uniche fonti alternative tuttora valide sono l'idroelettrico e il geotermico, che sono note da almeno un secolo (o più). Il guaio è che aver perso 20 anni a fare melina negli anni Ottanta e Novanta ha significato affrontare le crisi petrolifere che ci attanagliano adesso senza nulla in mano, con la minaccia che la totalità dell'energia elettrica, nella prospettiva più catastrofica di prezzi proibitivi di petrolio, possa essere prodotta solo attraverso
la fissione nucleare. E noi continuiamo a parlare di pannelli solari e di mulini a vento (certo di cosa volgiamo parlare di Iraq e New Orleans).
Fatevi due conti, e calcolate con quanti pannelli potreste scaldare la vostra casa, oppure fare andare a idrogeno la vostra automobile, o se a casa vostra il vento soffia costante giorno e notte. Risposta negativa? Cominciate a comprare legna, signori miei. (conclusione inaccettabile e solo provocatoria)
21:56 Scritto in Politiche e Opinioni | Link permanente | Commenti (5) | Segnala
Commenti
Scusate ma il tutto parte da una colossale frottola che riguarda la radiazione solare incidenze che è esattamente 1000 volte quella che il nostro "ricercatore" sostiene. Perchè non lo avete sottolineato?
Sorvoliamo poi fra la confusione che fa tra energia e potenza..........
Scritto da : Ludovico Susani | martedì, 27 settembre 2005
Grazie Ludovico, era proprio banale. Abbiamo sottolineato anche questo.
Scritto da : ProRinnovabili | martedì, 27 settembre 2005
Il dato del 15% del fabbisogno elettrico della spagna da eolico è chiaramente ed evidentemente falso, magari controlliamo le fonti prima di scrivere.
In 3 anni di conto energia sono stati installati in germania 700 MW nominali di potenza elettrica, equivalenti ad una potenza media di circa 150 MW. Sul consumo nazionale tedesco 150MW sono zero.
Dire balle non aiuta i ricercatori ma non aiuta nemmeno chi sostiene le rinnovabili. Chiariamoci le idee, cerchiamo di essere realisti e lavoriamo seriamente per produrre energia pulita al costo più basso possibile.
Scritto da : Andrea Marzo | giovedì, 29 settembre 2005
30% Eolico! Un nostro lettore consiglia di controllare le fonti prima di scrivere che "Spagna arriva a produrre fino al 15% del proprio fabbisogno di elettricitá dall'eolico". Noi le abbiamo ricontrollate e risulta che ci siamo SBAGLIATI ma per difetto e non per eccesso. Infatti il dato dello scorso Giugno 2005 parla di 16% percento! Poi da un ricontrollo degli ultimi giorni arriviamo al 30% del totale del fabbisogno di energia eolica prodotta! Il nostro lettore ha ragione il dato è evidentemente falso! Ecco la fonte: http://www.aeeolica.org/saladeprensa/19sep05_Record_cobertura_demanda.pdf
Scritto da : Lorenzo Spadoni | sabato, 01 ottobre 2005
Chiedo scusa, la notizia è sicuramente vera ma per come espressa può essere forviante.
Che in alcuni momenti di basso carico (notte), in giornate particolarmente favorevoli (le tre più ventose dell'anno) si possa arrivare a produrre il 30% del fabbisogno da fonte eolica è sicuramente corretto.
Che poi l'eolico copra "complessivamente" nel corso "dell'intero anno" una percentuale almeno 20 volte più bassa è un dato di fatto che non può essere ignorato.
Cordiali Saluti
un sostenitore convinto della produzione eolica
Scritto da : Andrea Marzo | lunedì, 03 ottobre 2005