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domenica, 30 ottobre 2005
COMITATI CONTRO L'EOLICO SELVAGGIO IN PUGLIA
Faeto (FG): I Comitati contro l’eolico selvaggio di Faeto e del Subappennino dauno Liberiamo il vento.
La protesta dei cittadini di Faeto (FG) e di quelli del Subappennino dauno in Provincia di Foggia contro l’eolico selvaggio. Le centrali eoliche mettono in subbuglio un’intera area.
Costituiti decine di comitati che protestano per il deterioramento paesaggistico: un territorio che rischia di avere centinaia di pale eoliche e scadenti benefici economici che ricadono sui paesi sia in termini economici che lavorativi.
La protesta e un appello, vengono da un gruppo di cittadini che hanno costituito vari Comitati contro l'eolico selvaggio che contano centinaia e centinaia di iscritti. I cittadini sottolineano che gli aerogeneratori si trovano in luoghi che rientrano o che sono limitrofi a zone boschive di primaria importanza, a zone catalogate come SIC e PUTT, a zone che sono state incluse nell'area del Parco dei Monti Dauni Meridionali, da sottolineare che il 90% del territorio è sottoposto ai vincoli dell'Autorità di Bacino della Puglia e di quella del Liri-Garigliano. I cittadini denunciano che nel Sud gli imprenditori dell'eolico hanno trovato terreno fertile tra le amministrazioni dei paesi più poveri e non a caso la maggiore concentrazione di impianti si trova nel Subappennino dauno. Gli imprenditori dell'eolico sanno benissimo che se impiantassero le loro torri a Portofino o sulle montagne di Cortina d'Ampezzo si ritroverebbero a fare i conti con una probabile rivolta delle popolazioni locali. Infatti due Regioni come il Veneto e la Valle D'Aosta hanno messo le mani avanti rifiutandosi di ospitare anche una sola pala eolica sul loro territorio. Essi denunciano che le amministrazioni locali dei Comuni interessati spesso svendono per pochi soldi i valori ambientali più significativi dei loro territori con accordi fra amministratori comunali e società proponenti senza coinvolgere minimamente la popolazione che pure possiede un diritto di scelta sul proprio territorio. Inoltre denunciano che non è stata mai indetta un'assemblea popolare, peraltro prevista in tutti gli statuti comunali riguardo a temi importanti come questo, per far capire alla gente il perché di tale decisione e, soprattutto, i benefici che ne sarebbero derivati, sia in termini economici che lavorativi per i cittadini, e per coinvolgerla democraticamente nella scelta. Essi poi pongono una serie di domande cui i vari Sindaci e la classe politica provinciale e regionale dovrebbero dare risposte concrete. Forse chiediamo troppo se desideriamo essere coinvolti in un processo democratico di scelta? Lo sapete o no che, ad esempio, la pressione fiscale nei comuni del Subappennino non è affatto diminuita per merito dei quattro soldi incassati dai bilanci comunali? Lo sapete o no che noi cittadini non ne traiamo alcun beneficio? Lo sapete che sono stati creati solo pochissimi posti di lavoro? Lo sapete o no che paghiamo solo il costo ambientale e della distruzione del territorio? Lo sapete o no che le abitazioni ed i terreni vicini a quelli in cui vengono installate le pale eoliche si deprezzano irrimediabilmente? Lo sapete o no che tra una decina d’anni i costi di gestione di questi impianti saranno molto elevati e che essi saranno abbandonati e delle pale eoliche si impossesserà la ruggine? Lo sapete o no che a quel punto la dismissione delle pale eoliche sarà a totale carico degli agricoltori che le hanno accettate sul proprio terreno? Lo sapete o no che occorrerebbero oltre 5000 pale eoliche per avere un risparmio di petrolio dell'1,1% all'anno?
E poi in realtà la fonte di energia eolica può essere definita rinnovabile ma non pulita né tantomeno compatibile in quanto essa è una forma di energia per la cui produzione è necessario "sporcare" pesantemente il volto di un territorio, come sta avvenendo nel nostro Subappennino dauno in cui tutti sappiamo che è alto il pregio ambientale ed il valore storico e che ha buone potenzialità turistiche, poiché le centrali eoliche sono veri e propri impianti industriali e perciò del tutto incompatibili con l'ambiente montano. In conclusione, quindi, noi cittadini del Subappennino dauno cosa stiamo a fare, siamo forse sempre i soliti terroni che devono farsi colonizzare in silenzio? Purtroppo per questi signori quel tempo è finito! Vogliamo finalmente risposte concrete. Qualche consigliere regionale come il Dott. Francesco Damone ha iniziato a fornirci qualche risposta e ci auguriamo che le risposte siano sempre più numerose a tutti i livelli politici ma ci chiediamo dove sono i Sindaci dei nostri Comuni? Vogliamo capire finalmente dai Sindaci quali sono i reali benefici che hanno riservato a noi cittadini del Subappennino dauno e se essi potranno davvero aumentare la qualità della vita dei nostri piccoli paesi. Analizziamo insieme e profondamente i problemi che poniamo e cerchiamo di trovare ad essi soluzioni adeguate sia a livello politico che sociale.
Il Comitato contro l’eolico selvaggio Liberiamo il vento Faeto (FG)
Il Comitato contro l’eolico selvaggio di Montecalvello Troia (FG)
Il Comitato contro l’eolico selvaggio di Alberona (FG)
Il Comitato contro l’eolico selvaggio di Bovino (FG)
Il Comitato contro l’eolico selvaggio di Sant’Agata di Puglia (FG)
Il Comitato contro l’eolico selvaggio di Bisaccia (AV)
08:35 Scritto in Approfondimento Domenicale, Eolica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: Italy