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domenica, 16 ottobre 2005

Rubbia in Spagna, parte 2

Madrid. «Sì, il professore Carlo Rubbia è qui a lavorare con noi. È un'autorità mondiale nel campo dell'energia solare termodinamica. L'ho invitato in Spagna perché possa sviluppare le sue ricerche ed aiutarci ad ottimizzare questo tipo di fonte energetica, tenendo conto delle condizioni realmente favorevoli create nel nostro paese, che ha scommesso sul futuro del settore».

Juan Antonio Rubio, direttore generale del Ciemat, il principale centro di ricerche energetiche, ambientali e tecnologiche spagnolo, dipendente dal ministero di educazione e scienza, confessa senza riserve che avere al suo fianco il Nobel italiano per la fisica «è un onore ». Di più, «è un onore e una garanzia di successo».

Se il Belpaese volta le spalle a uno dei suoi cervelli più prestigiosi, allontanato dalla guida dell'Enea dopo la sua denuncia sulla ricerca italiana umiliata, la Spagna del miracolo economico, riuscita a tappe forzate a colmare il gap ereditato dai trent'anni di dittatura franchista, lo accoglie a braccia aperte. Juan Antonio Rubio, in particolare, che di Rubbia è stato consigliere scientifico — «era il mio capo», scherza — quando questi era direttore del Cern di Ginevra. «Abbiamo in comune una lunga storia di collaborazione — spiega — Eravamo assieme anche nell'équipe che ha sviluppato l'amplificatore di energia per l'eliminazione dei residui nucleari. In Italia oggi non esiste il quadro legale adeguato perché il professor Rubbia possa portare avanti il suo progetto, qui in Spagna sì. Ed è naturale che accettasse il mio invito a collaborare». In una dichiarazione fatta durante il PVMed la scorsa settimana a Catania, il Direttore Generale del Ministero dell'Ambiente Corrado Clini afferma che l'Italia e la Sicilia si stanno impegnando per la promozione del solare termodinamico. Ogni commento é superfluo.

Da giorni, in veste di assessore scientifico del direttore del Ciemat, il fisico italiano si è installato a Madrid, nei laboratori del centro di 70 mila metri quadrati alla Moncloa, nel cuore della città universitaria. E in terra iberica realizzerà la prima centrale solare termodinamica industriale che l'Italia gli ha negato. Doveva essere costruita a Priolo, in Sicilia, frutto di tre anni di studi e ricerche condotte da Rubbia per il progetto Archimede, pioniere in Europa, arenato nelle secche dell'immobilismo governativo. Sarà invece realizzata in Almeria dove dal 1977 opera la Piattaforma solare Psa, appartenente al Ciemat, uno dei maggiori centri di ricerca d'Europa, dedicato alle tecnologie solari.

L'idea per la produzione di questo tipo di energia, pulita al pari di quella eolica o solare fotovoltaica, si basa sul principio degli specchi-ustori di Archimede. «Si utilizzano gli specchi per concentrare l'energia solare in cilindri parabolici dove — spiega il responsabile del Ciemat — a contatto con fluidi termici, a temperature elevate, cede l'energia necessaria al funzionamento di una turbina a vapore e, infine, di una grande dinamo che produce elettricità». Qui in Spagna è chiamata "energia ad alta temperatura" ed è quella sulla quale il paese punta a breve termine nella sua crociata per le fonti alternative. «Nel marzo dello scorso anno — dice Juan Antonio Rubio — è stata approvata una legislazione speciale per la promozione del solare termodinamico che prevede sovvenzioni del 300% del costo medio per kilowattora, fino a un massimo di produzione di potenza di 500 megawatt. Sono incentivi destinati alla produzione industriale, per renderla competitiva».

L'esatto contrario, dunque, di quanto è accaduto in Italia dove, secondo la denuncia di Rubbia, pur esistendo l'impianto già precommerciale di Priolo, in larga parte finanziato dalle banche, il solare termodinamico non è stato finora nemmeno equiparato per legge alle altre fonti rinnovabili pulite. E, riguardo al futuro immediato, il direttore del Ciemat non ha dubbi: «Fra le possibili alternative, consideriamo che questa nuova energia solare, che oggi viene a costare circa due volte e mezzo ciò che costa sul mercato un kilowattora, sia l'unica a poter essere competitiva sul mercato nel giro di 5 anni, potendo costare meno della metà del costo medio attuale delle altre energie verdi. Le tecnologie, sebbene ancora in sviluppo e con la necessità di alcune modificazioni, sono accessibili. Ottimizzando tutti i componenti, dal sistema di controllo degli specchi ai fluidi, possiamo passare alla fase di produzione su scala industriale. Il professore Rubbia ci aiuterà in questo lavoro di sviluppo e ottimizzazione».

L'obiettivo comune per tutti i paesi della Ue, recepito anche nel Piano quinquennale 2005-2010 per il settore approvato dal governo spagnolo a fine agosto, è di portare il contributo delle fonti alternative al 12% dell'energia primaria e al 30% dell'energia elettrica. Attualmente il paese iberico è attestato su una quota del 7%, in gran parte dovuta all'energia eolica, di cui è il secondo produttore europeo, dopo la Germania. E pensa di raggiungere l'obiettivo affidandosi anche all'ultima novità energetica. «Ci sono poche fonti energetiche di massa all'orizzonte capaci di far fronte a una buona parte del consumo, limitando la nostra dipendenza dal petrolio — osserva Juan Antonio Rubio — Senza dubbio, a lungo termine, nel giro di 50 anni, la fusione nucleare.

In questo momento il carbone è una fonte di massa, e lo potrà essere in futuro se però verrà bruciato in maniera pulita, catturando e sequestrando il CO2 per evitare l'emissione nell'atmosfera. Non solo per rispettare gli accordi di Kyoto, ma per limitare il surriscaldamento della terra che già sta provocando catastrofi». A lungo termine, però, secondo lo scienziato, «esistono solo due sorgenti di energia che ci permetteranno di avere energia pulita di massa: il solare nuovo e il nuovo nucleare, magari prodotto dalla fissione non solo sull'uranio, ma sul torio». «Attualmente — conclude il direttore del Ciemat — il nucleare si scontra col rifiuto dell'opinione pubblica derivato soprattutto dal problema dei residui. Ma se lo si riesce ad eliminare, a dare garanzie di assoluta sicurezza, per di più bruciando un combustibile sostenibile, sono certo che le resistenze cadrebbero».

07:55 Scritto in Politiche e Opinioni, Solare Termica | Link permanente | Commenti (5) | Segnala | Tag: Italy

Commenti

Grande Rubbia!!
Che politici di m...a che abbiamo in Italia!!!

Scritto da : Vespino50 | venerdì, 21 aprile 2006

Salve, sono un ex interinale della Manpower che ha lavorato per due anni all'enel gem di roma dove si progettano e costruiscono centrali termoelettriche. ho partecipato alla progettazione del cosiddetto "Progetto Archimede" ed ho in mio possesso tutti i progetti dell'ENEA ,e del layout di realizzazione nella centrale di Priolo Gargallo da parte dell'ENEL ,per la realizzazione di questo impianto termodinamico a campo solare.
Chi volesse puo' entrare in possesso di questi documentii.

Scritto da : EXENEL | mercoledì, 12 settembre 2007

Per EXENEL, sarei interessata a vedere il tuo materiale.
amarantorosso@gmail.it

Scritto da : alessandra | giovedì, 22 novembre 2007

Per EXENEL, devo effettuare un calcolo di convenienza economica per una centrale

termodinamica.

Cordialità.

Scritto da : Luca Paolo | venerdì, 30 maggio 2008

per EXENEL
sto realizzando una tesi sull'impianto di Priolo e mi servirebbero dati e valutazioni economiche. Potresti inviarmi questi documenti? Te ne sarei grata.
nadiab86@gmail.com

Scritto da : Nadia | mercoledì, 01 ottobre 2008

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